FAQ

Apparecchi Acustici e Problemi di Udito

Hai dubbi o domande sui servizi offerti o sul tuo udito? In questa sezione trovi le risposte alle richieste più comuni, per aiutarti a comprendere meglio il percorso e scegliere con maggiore consapevolezza.

È consigliato fare un controllo quando si ha difficoltà a seguire le conversazioni, si chiede spesso di ripetere, si alza troppo il volume della televisione o si fa fatica a capire le parole in ambienti rumorosi. Anche una semplice sensazione di “orecchio ovattato” o di ascolto meno chiaro merita una valutazione.

No, il test dell’udito non è doloroso. È una valutazione semplice e non invasiva, durante la quale vengono proposti suoni, toni e parole per capire come la persona percepisce e comprende l’ascolto.

La durata può variare in base alla situazione della persona, ma generalmente un controllo richiede poco tempo. Durante l’appuntamento vengono raccolte informazioni sulle difficoltà di ascolto, viene effettuata la valutazione uditiva e vengono spiegati i risultati in modo chiaro.

Non sempre il bisogno di un apparecchio è evidente. Per questo è importante fare un controllo dell’udito. Se emerge un calo uditivo che limita la comunicazione quotidiana, l’audioprotesista può consigliare la soluzione più adatta in base al tipo di perdita, allo stile di vita e alle esigenze personali.

No. Il calo dell’udito può riguardare persone di età diverse. Può dipendere dall’età, dall’esposizione al rumore, da infezioni, traumi, familiarità, farmaci, cerume o altre condizioni. L’età avanzata è una causa frequente, ma non è l’unica.

Sentire i suoni e capire bene le parole non sono la stessa cosa. Molte persone percepiscono i rumori ma hanno difficoltà a distinguere chiaramente il parlato, soprattutto in presenza di rumore. Questo può essere un segnale di calo uditivo e va valutato con un test specifico.

Gli ambienti rumorosi richiedono una maggiore capacità di selezionare la voce rispetto ai suoni di fondo. Quando l’udito è ridotto, il cervello riceve informazioni meno chiare e la comprensione diventa più faticosa. Gli apparecchi acustici moderni possono aiutare a migliorare l’ascolto anche in queste situazioni.

Può capitare a tutti, ma se succedesse spesso potrebbe essere un segnale di difficoltà uditiva. Chiedere frequentemente “puoi ripetere?” oppure percepire che gli altri parlino piano o poco chiaramente può indicare la necessità di un controllo.

No, gli apparecchi acustici non curano la perdita uditiva. Il loro compito è migliorare l’ascolto, rendere più chiari i suoni utili e facilitare la comunicazione quotidiana. Sono strumenti di supporto personalizzati sulle esigenze della persona.

No. Esistono diversi tipi di apparecchi acustici, con forme, dimensioni, tecnologie e funzioni differenti. La scelta dipende dal tipo di perdita uditiva, dalla forma dell’orecchio, dalla manualità, dallo stile di vita, dall’estetica e dalle situazioni di ascolto più importanti.

Esistono apparecchi retroauricolari, che si posizionano dietro l’orecchio, apparecchi RIC/RITE con un filo sottile che porta il suono nel condotto uditivo, e apparecchi endoauricolari, inseriti direttamente nell’orecchio. Alcuni modelli sono molto discreti e quasi invisibili.

Oggi molti apparecchi acustici sono piccoli, leggeri e discreti. Alcuni modelli si nascondono quasi completamente dietro l’orecchio, altri sono inseriti nel condotto uditivo. La visibilità dipende dal modello scelto e dalle caratteristiche dell’orecchio.

Dipende. Gli apparecchi invisibili sono molto discreti, ma non sono adatti a tutti i tipi di perdita uditiva o a tutte le forme del condotto uditivo. I modelli retroauricolari o RITE possono offrire maggiore potenza, comfort e funzionalità. La scelta migliore va fatta dopo una valutazione professionale.

Se il calo uditivo riguarda entrambe le orecchie, spesso è consigliato l’utilizzo di due apparecchi. Ascoltare con entrambe le orecchie aiuta a percepire meglio la direzione dei suoni, a comprendere meglio il parlato e ad avere un ascolto più naturale. La decisione viene comunque valutata caso per caso.

Sì, quando previsto, è possibile effettuare una prova degli apparecchi acustici. La prova permette di capire come cambia l’ascolto nella vita quotidiana e di effettuare le regolazioni necessarie prima della scelta definitiva.

L’adattamento può richiedere alcuni giorni o alcune settimane. Il cervello deve riabituarsi a percepire suoni che magari non sentiva bene da tempo. Per questo è importante seguire un percorso graduale, con regolazioni personalizzate e controlli successivi.

All’inizio alcuni suoni possono sembrare diversi o più intensi. È normale avere bisogno di un periodo di adattamento. Se però l’apparecchio dà fastidio, provoca disagio o il suono non è confortevole, è importante tornare dall’audioprotesista per una regolazione.

Sì, molti apparecchi moderni sono progettati per aiutare l’ascolto anche in presenza di rumore. La qualità del risultato dipende dal modello, dalla regolazione e dal tipo di perdita uditiva. Durante il percorso protesico è importante segnalare le situazioni in cui si fa più fatica, così da ottimizzare le impostazioni.

Molti modelli moderni possono collegarsi allo smartphone tramite app dedicate. In base al dispositivo, è possibile regolare il volume, cambiare programma di ascolto, gestire chiamate e ascoltare contenuti audio direttamente dagli apparecchi.

Sì, esistono apparecchi acustici ricaricabili e apparecchi con batterie tradizionali. I modelli ricaricabili sono comodi perché si appoggiano nella base di ricarica, spesso durante la notte, e sono pronti per l’utilizzo il giorno successivo.

Dipende dal modello, dal tipo di batteria, dalle ore di utilizzo e dalle funzioni attive, come connessione Bluetooth o streaming audio. Gli apparecchi ricaricabili sono progettati per coprire la giornata, ma l’autonomia può variare in base all’uso.

Molti apparecchi sono resistenti all’umidità e agli schizzi, ma non sempre sono impermeabili. È importante evitare doccia, piscina, mare o esposizione eccessiva all’acqua, salvo indicazioni specifiche del produttore. L’audioprotesista può spiegare come proteggerli correttamente.

Gli apparecchi vanno puliti regolarmente con strumenti adatti e seguendo le indicazioni ricevute. È importante rimuovere cerume, polvere e umidità, controllare filtri e componenti sostituibili, e fare controlli periodici per mantenerli efficienti.

È consigliabile effettuare controlli periodici per verificare funzionamento, pulizia, comfort e qualità del suono. La manutenzione aiuta a prevenire problemi, migliorare la durata degli apparecchi e mantenere un ascolto stabile nel tempo.

Sì, è possibile richiedere una consulenza anche se si possiedono già apparecchi acustici acquistati altrove. Si può verificare il funzionamento, la pulizia, il comfort e valutare se siano necessarie regolazioni, manutenzione o un aggiornamento della soluzione.

Il fischio può dipendere da diversi fattori: inserimento non corretto, accumulo di cerume, volume troppo alto, chiusura non adeguata dell’auricolare o necessità di regolazione. In questi casi è consigliabile far controllare apparecchio e orecchio.

Prima di tutto bisogna controllare batteria o ricarica, pulizia, filtri, auricolare e corretta accensione. Se il problema continua, è meglio rivolgersi all’audioprotesista per una verifica tecnica.

No, se correttamente scelti e regolati, gli apparecchi acustici non peggiorano l’udito. Al contrario, aiutano a ricevere meglio i suoni e a mantenere attiva la comunicazione. È però fondamentale che siano regolati in modo professionale.

Rimandare può rendere più difficile la comunicazione quotidiana e aumentare la fatica di ascolto. Nel tempo si può tendere a evitare conversazioni, telefonate, incontri sociali o ambienti rumorosi. Un controllo tempestivo permette di capire la situazione e intervenire con maggiore consapevolezza.

Sì. Quando si sente meno, può diventare più difficile partecipare alle conversazioni, soprattutto in famiglia, al lavoro o con amici. Questo può portare a stanchezza, isolamento o frustrazione. Migliorare l’ascolto significa spesso migliorare anche la qualità delle relazioni.

L’acufene è la percezione di fischi, ronzii o rumori nelle orecchie anche in assenza di una sorgente sonora esterna. Può essere associato a diverse condizioni, compreso il calo uditivo. È consigliabile effettuare una valutazione per capire meglio la situazione.

In alcuni casi sì, soprattutto quando l’acufene è associato a una perdita uditiva. Migliorare la percezione dei suoni ambientali può aiutare a ridurre la sensazione di isolamento del rumore interno. La valutazione deve essere sempre personalizzata.

È importante rivolgersi al medico o allo specialista se il calo dell’udito compare improvvisamente, soprattutto da un solo orecchio, oppure se è associato a dolore, vertigini, secrezioni, trauma, febbre o peggioramento rapido. In questi casi è meglio non aspettare.

Sì, un tappo di cerume può ridurre temporaneamente la capacità uditiva e dare sensazione di orecchio chiuso. La rimozione deve essere effettuata in modo sicuro da personale qualificato. Non è consigliabile usare oggetti appuntiti o cotton fioc in profondità.

È utile portare eventuali esami audiometrici precedenti, documentazione medica relativa all’udito, apparecchi acustici già in uso, se presenti, e indicare le situazioni in cui si avverte maggiore difficoltà: televisione, telefono, conversazioni, ambienti rumorosi o ascolto a distanza.

Il costo dipende dal modello, dalla tecnologia, dalle funzioni disponibili e dal percorso di assistenza incluso. Dopo la valutazione dell’udito è possibile ricevere una proposta personalizzata e scegliere la soluzione più adatta alle proprie esigenze.

In alcuni casi possono essere disponibili contributi, convenzioni o agevolazioni, in base alla situazione personale e ai requisiti previsti. È consigliabile chiedere informazioni durante l’appuntamento, così da valutare il percorso corretto.

Sì, spesso sono proprio familiari o persone vicine ad accorgersi delle difficoltà di ascolto. È possibile prenotare una consulenza per un genitore, un partner o un familiare, accompagnandolo nel percorso con delicatezza e attenzione.

È utile parlare guardandola in viso, scandire bene le parole senza urlare, ridurre i rumori di fondo e avere pazienza. Se le difficoltà sono frequenti, il consiglio migliore è proporre un controllo dell’udito in modo sereno, senza far sentire la persona giudicata.

Il primo passo è prenotare un controllo dell’udito. È un momento semplice, non invasivo e utile per capire la propria situazione. Da lì è possibile valutare se serve solo monitoraggio, una consulenza specialistica o una soluzione acustica personalizzata.

Ascoltare meglio,
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